Le voci e la memoria

Poesie pubblicate nel 2000

sabato 13 dicembre 2008

NATALE





Stasera è l'allegria
piccola gemma rossa
che tremola sul ramo dell'abete.

La notte ha più stelle
ma dietro porte chiuse
il sorriso degli angeli è un sospiro
che si raccoglie in cielo.

venerdì 25 luglio 2008

NUDITA’



E’ un volo obliquo
la luce di quest’ora
che i cani raduna
ad amari richiami,
quando vorresti
attendere qualcuno
a dividere un sorso
e una canzone.

Giugno ha sguardi caldi
e tenere lusinghe,
lingue di fuoco
per noi rimasti nudi
a contemplare il tempo
che ci avanza.

Una cieca ragione
ci spinge alla carezza
che ancora ci sorprende,
alla bugia che ci aiuta
a smemorarci
del nodo che s'aggiunge
alla lunga catena
delle assenze.


martedì 24 giugno 2008

LABBRA




Oh come il miele
vischiose quelle labbra
canto di vasta pena
a suscitare.
Hanno del marmo
il freddo sepolcrale
della conchiglia
la dura concrezione.
Spuma che si dissolve
al vento il loro
bugiardo palpitare.

lunedì 16 giugno 2008

Tango


Una sera di tango- rosso sui violini
bianco il vestito dell'attore
le tue parole -Jorge Borges
spade a ferire le stelle.
La notte è lama arrugginita
ansia d'antico e nuvola che copre
il sogno dell'estate.
Lontana la vita- fiore umido
che non adorna il petto
vento che si raggruma
in nostalgia d'abbracci.
Non luci né alberi né folla
solo una voce che affonda le sue unghie
scavando le ferite più nascoste.
Un canto che sommuove
le foglie di sommacco
-un canto cieco per Palermo in scena
sorriso nudo a graffiare gli occhi.

mercoledì 28 maggio 2008

NAVE




L’anima naviga acque agitate
(o placide)
in cerca di un altrove
ma è dura ogni volta la partenza
nel respiro del vento nemico
Ali di albatro e voli d’aironi
sfruttano il passaporto per il mare.
In quale oceano si sono inabissati
i tesori di zaffiro e granato?
A quale bucaniere hanno affidato
il comando del vascello pirata?
Alba di sfatte labbra si consuma,
notte di cera scioglie
i nastri azzurri del mattino.
La nave è sottomessa all’orizzonte
albero e vele abbracciano la brezza.

venerdì 23 maggio 2008

IN QUESTE STANZE



Ora nel tuo giardino
gli angeli hanno soffiato
i colori della notte.
La rosa è impallidita
malgrado le tue dita
si feriscano
nell’amoroso gesto
della consolazione.
Da qualche parte
-ai piedi di un ulivo
o di una siepe adusta-
hai sotterrato
mucchi di carta frusta
che ti furono vita.
E in quel silenzio
la verità è un’ombra
che si disegna e fugge.
Non so a quale specchio
mirarmi per coglierla
nell’ambiguo attimo
in cui fiera risplende.
Cantasse ancora per me
in queste stanze mute
che una crudele luce
inonda e scolorisce.

venerdì 16 maggio 2008

IL SUONATORE


Hai lasciato cadere una nota
mio suonatore di cembalo
ed ora essa si è sparsa
in mille risonanze
ognuna delle quali mi percuote.

Fra sonno e veglia
ha spezzato il silenzio
e mi racconta
la lunga libertà del desiderio.

Ma teme il mattino che accoglie
la canzone dell’allodola
e la fa muta e triste
-tinnante brevità
che s’inorgoglia d’avere
suscitato un’emozione.